Poesie | sabato 2 agosto 2008

Roberto Caterina

Tina e il filosofo

Secondo Tina
insegnante di ginnastica
la spiaggia era lo specchio
del mondo
E lei aveva insegnato
il nuoto a parecchi bambini...
A suo modo la posizione di Tina
era immanentistica
pur partendo dal corpo
in maniera semplice
cercava l'anima
o il pensiero...
E il suo insegnamento
era in questa ricerca...

D'estate, si sa,
si dicono sciocchezze
e il Filosofo dell'Atto
non voleva fare eccezione.
Corteggiava a suo modo
Marina
tra i capanni e le sdraio
del Forte.
A Marina non piaceva poi tanto
il Filosofo
ma sapeva, Marina, ascoltare
paziente
e condivideva con il Filosofo
la passione per il dopo-bagno
all'olio di mandorle.
E avanzava, timida, l'idea
che la verità oggettiva non esisteva
perché c'era il linguaggio...
quello verbale
mentre quello del corpo forse,
ricordando Tina,
era un'altra cosa.
Seduzione assoluta?
Forse..
Ma cosa rispondeva poi il Filosofo?
Mirate con occhio fermo a questa vera e concreta realtà
che è il pensiero in atto....
Già proprio come Tina,
ma meno semplice.....
Poi, però, il Filosofo le faceva intendere
che il pensiero in atto
era quello che loro
in quel momento pensavano,
mentre il pensiero non in atto
era quello che era già pensato.
Carino... come modo d'approccio.
Peccato, però, che bisogna pensare
in due la stessa cosa. E prima
del pensiero in atto
più o meno puro
c'è molto, molto pensiero già pensato..
E sorridendo gli diede
un disegno blue...

Poi tutto è cambiato
e non sempre si può essere
lo specchio di qualcosa
quando, come d'estate,
riflettere è faticoso..

E il telegrafista del Titanic
scriveva coraggioso
fino alla fine.


Su Roberto Caterina
Roberto Caterina ha vissuto sufficientemente per porsi il problema di cosa egli sappia fare. L'esperienza universitaria, a Salerno prima e a Bologna poi, non sempre hanno risposto a questa domanda: hanno indicato, piuttosto, ciò che egli avrebbe voluto fare. Da un'attenta autoanalisi pensa di saper fare bene la dichiarazione dei redditi. Per questo, quindi, scrive poesie: non per trovare facili scappatoie o condoni, ma semplicemente per capire quanto egli deve pagare.

Sulla rubrica Poesie
A volte c’è un bisogno di sospensione. Di densità diversa. Di tempo trasognato. Di spazio poco arredato. Di un posto delle fragole nell’anima. Di silenzi gentili che non sono di solitudine, ma di rade presenze discrete. A volte c’è un bisogno di sorpresa, di lampi improvvisi, accensioni impreviste. C’è un bisogno di respiro irregolare, di battito lento. Di ricerca segreta tra le pieghe del sogno e le unghie della realtà. A volte c’è un bisogno di attesa. Di ricordo. Di sguardo lontano, distante. Di confini indistinti, di profili scontornati, nuovi. A volte c’è un bisogno di poesia. In quest’angolo di rivista se ne trova di nuova, di inedita, di molto famosa, di nascosta, di quella che addolora e di quella che consola. Basta cercare. Basta aver voglia di scoprire parole segrete. Basta trovare un piccolo tempo anche per la poesia.