Poesie | giovedì 8 giugno 2017

Francesca Carbone

Due poesie

- Il re -

Chissà come deve sentirsi un re,
in bilico sul trono,
senza poter cadere mai,
con le scarpe laccate d’oro
e le suole tutte rotte.
Chissà se è felice il re,
con gli occhi tristi e la maschera da buffone,
il cuore solitario e la lacrima di Pierrot.
Vorrebbe solo cadere il re,
abbandonare le bolle d’aria
della campana di cristallo,
slacciarsi le scarpe nuove
e inciampare per le strade
tra i germogli di vita vera,
tra i briganti e gli alchimisti,
tra i vincitori di niente e
i campioni di normalità.
Chissà come si sentirebbe il re,
se accettasse la sua umanità.


- Il dono -

Librerà sospeso nell'aria
un rosso germoglio.
Si tramuterà in lucciole splendenti
a illuminare gli spazi interni
delle tue soffitte interiori.


Su Francesca Carbone
Sono nata a Napoli nel 1990 e ho vissuto fino a poco tempo fa in un piccolo paese della provincia. Lo scorso luglio mi sono laureata in “Filologia, letterature e civiltà del mondo antico” presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”. Attualmente sono dottoranda in linguistica presso l’Orientale di Napoli e mi occupo dell’espressione vocale delle emozioni. Per motivi di studio, ho vissuto in Spagna e in Francia, terre che hanno segnato la mia crescita personale e culturale. Fin da bambina sono sempre stata spaccata a metà tra la scienza e l’arte, tra logica e intuito magico, razionalità e impulsi emotivi: insomma, immaginate la fatica che faccio ad andare avanti così “dimezzata”.

Sulla rubrica Poesie
A volte c’è un bisogno di sospensione. Di densità diversa. Di tempo trasognato. Di spazio poco arredato. Di un posto delle fragole nell’anima. Di silenzi gentili che non sono di solitudine, ma di rade presenze discrete. A volte c’è un bisogno di sorpresa, di lampi improvvisi, accensioni impreviste. C’è un bisogno di respiro irregolare, di battito lento. Di ricerca segreta tra le pieghe del sogno e le unghie della realtà. A volte c’è un bisogno di attesa. Di ricordo. Di sguardo lontano, distante. Di confini indistinti, di profili scontornati, nuovi. A volte c’è un bisogno di poesia. In quest’angolo di rivista se ne trova di nuova, di inedita, di molto famosa, di nascosta, di quella che addolora e di quella che consola. Basta cercare. Basta aver voglia di scoprire parole segrete. Basta trovare un piccolo tempo anche per la poesia.