Poesie | sabato 26 settembre 2015

Carlo Di Legge

Versioni della notte

Finestra sulla notte (1)

Notte.
Una finestra illuminata.
Finestra solitaria,
una ferita nel buio.

Luna crescente,
vestita di luce d’argento,
guarda questa finestra.

La poesia mai scritta
non vista
nel silenzio ti guarda.
9.9.2015



Finestra sulla notte (2)

Quando si fece notte nella valle
una casa si staccò dal buio
per via d’una finestra illuminata.

Poi spuntò la luna crescente
e navigava sul villaggio,
il cielo fu di cristallo.

– Oh luna, – disse la finestra
di fioca luce – splendore del cielo,
come sei bella,
dev’essere forte la tua fonte,
qualunque sia.

Vennero dalla luna,
così maggiore d’una povera finestra,
parole ispirate, respiro di maree,
cicli lunari e culti misteriosi.

Così fu quella notte una gran luce
alla finestra,
quasi una porta
su qualcos’altro,
e la luna ebbe un po’ di umanità.

Ma la finestra sapeva che la luna
era uguale a se stessa
e i paragoni sono paragoni.

Ognuno fu di più, o fu diverso,
e infine ognuno restò quel che era:
una finestra o una luna di fine agosto,
un sabato sera.
23.8.2015



Finestra sulla notte (3)

Si fa notte,
il lago è nero e nascosto.
Una luce nella casa
è un segno di speranza.

Pensieri tristi.
Appare da sinistra
la lucentissima luna.

Incostante luna,
mutevole ogni notte.

Così l’emozione.
Dopo minuti o giorni
prende parola.

La casa in basso, la luna in alto.
Gli scambi della notte. Il qui, l’altrove.

Luce terrena,
tesa all’ascolto di quel che non è detto.
Silenzio, resto senza fine
dell’inaudito
che chiede corpo di parola.
7.9.2015


Su Carlo Di Legge
È stato a lungo in Puglia ma è nato per puro caso a Salerno, poi ha trascorso gli anni a trasferirsi per l’Italia. Serba uno scrigno incantato del passato e inventa cattedrali benevole per l’avvenire. Spera di essere, in questo, come tutti. Negli ultimi tempi dice d’essersi iscritto alla scuola del presente. Scrive di filosofia, di tango e di poesia, è vero, bisogna ammetterlo.

Sulla rubrica Poesie
A volte c’è un bisogno di sospensione. Di densità diversa. Di tempo trasognato. Di spazio poco arredato. Di un posto delle fragole nell’anima. Di silenzi gentili che non sono di solitudine, ma di rade presenze discrete. A volte c’è un bisogno di sorpresa, di lampi improvvisi, accensioni impreviste. C’è un bisogno di respiro irregolare, di battito lento. Di ricerca segreta tra le pieghe del sogno e le unghie della realtà. A volte c’è un bisogno di attesa. Di ricordo. Di sguardo lontano, distante. Di confini indistinti, di profili scontornati, nuovi. A volte c’è un bisogno di poesia. In quest’angolo di rivista se ne trova di nuova, di inedita, di molto famosa, di nascosta, di quella che addolora e di quella che consola. Basta cercare. Basta aver voglia di scoprire parole segrete. Basta trovare un piccolo tempo anche per la poesia.

Sentire il tango argentino. Dieci lettere e una poesia, di Carlo Di Legge (Fuori Collana, 2011)
Il candore e il vento, di Carlo Di Legge (Fuori Collana, 2008)