Poesie | martedì 21 gennaio 2014

Nicolina Pecoraro

La strada della vita

Cammino lungo questa strada,
è una strada in salita,
non so dove mi porterà,
nessuno sa dove porta la strada della vita.
Con me milioni di persone:
alcuni mi passano accanto e vanno avanti
altri rimangono indietro.
Volto le spalle:
molti sono dietro di me,
alcuni procedono lenti,
altri ansimanti,
qualcuno non procede affatto
e, stanco di salire, si è fermato.
Altri, infine, si fermano
solo per un po’,
prendono fiato, e poi ripartono.

Io vado avanti ancora e ancora,
senza fermarmi:
moto rettilineo uniforme, velocità costante.
Davanti a me molti corrono,
altri hanno semplicemente un passo
più veloce del mio.
Siamo tutti stanchi, molto stanchi.
Quasi nessuno sorride.
Sguardi assenti
Espressioni assolte in qualche pensiero,
pensiero che vola lontano da qui.
L’ aria è tersa, fa caldo
e anche se non è un caldo soffocante,
respiriamo a mala pena.
E intanto si va su…

Nessuno sa dove porta la strada della vita,
nessuno sa cosa c’è in cima alla salita.
Forse proseguiamo solo per la curiosità
di scoprire questo mistero
e così si va su,
dicono che in fondo ci sia una
grande luce;
poi comincia una pianura
non fa più tanto caldo
si respira a pieni polmoni l’aria
dell’ azzurro intorno
non si è più stanchi, dicono
dicono che si sta bene.
Ma prima di attraversare la luce
ci voltiamo per l’ultima volta.
Guardiamo la strada e non ci sembra
tanto erta.
Guardiamo la gente e ci chiediamo
perché non sorrida.
La gente non si accorge, forse,
del prato sul quale cammina,
del cielo sulla propria testa,
di coloro che gli sono di fianco,
dei colori dalle varietà meravigliose.
Solo l’ultima volta in cui ci si volta indietro
si nota tutto questo.
Solo l’ultima volta in cui ci si guarda alle spalle
si capisce quanto sia stato bello
salire…


Sulla rubrica Poesie
A volte c’è un bisogno di sospensione. Di densità diversa. Di tempo trasognato. Di spazio poco arredato. Di un posto delle fragole nell’anima. Di silenzi gentili che non sono di solitudine, ma di rade presenze discrete. A volte c’è un bisogno di sorpresa, di lampi improvvisi, accensioni impreviste. C’è un bisogno di respiro irregolare, di battito lento. Di ricerca segreta tra le pieghe del sogno e le unghie della realtà. A volte c’è un bisogno di attesa. Di ricordo. Di sguardo lontano, distante. Di confini indistinti, di profili scontornati, nuovi. A volte c’è un bisogno di poesia. In quest’angolo di rivista se ne trova di nuova, di inedita, di molto famosa, di nascosta, di quella che addolora e di quella che consola. Basta cercare. Basta aver voglia di scoprire parole segrete. Basta trovare un piccolo tempo anche per la poesia.